A dispetto di quanto si possa pensare, è ora il momento in cui bisogna ragionare sul turismo in quei bellissimi paesi e borghi che oggi stanno vivendo un momento terribile. Oggi infatti vi proponiamo un itinerario che attraversa la montagna, quei luoghi da sempre sono specchio di una regione meravigliosa ed eterogenea che è le Marche.

L’itinerario ci porta verso Amandola, la porta dei Monti Sibillini con i suoi molteplici percorsi naturalistici; il paesaggio ci rimanda come un’eco ai fantastici mondi di fiabe ed incanti e ci ricorda le magiche storie di Antoine De La Salle e del Guerin Meschino, le profezie della Sibilla e le favole delle Fate. La leggenda narra che nell’antro della Sibilla, vivesse la profetessa che raramente rivelava i suoi segreti; è così che cavalieri erranti giungevano da tutta l’Europa nella speranza di carpirne un oracolo.

Dall’uscita autostradale di Porto San Giorgio, in circa 40 minuti possiamo arrivare a Monteleone di Fermo seguendo la SP87 e la SP112, svoltiamo a destra per la SP66 e ancora una volta a destra per la SP61 fino alla SP53.

Nella risalita verso Monteleone di Fermo di sicuro incontreremo ciclisti e giocatori di “Ruzzola”. Il suo territorio offre aspetti paesaggistici molto particolari: lungo i due torrenti, l’Ete e il Lubrico, possiamo infatti trovare i vulcanelli fangosi, ossia modeste eruzioni melmose del sottosuolo. Non meno suggestivi sono i calanchi, solchi profondi prodotti dall’erosione sul terreno argilloso, in particolare lungo la Valle dell’Ete.

Seguendo le indicazioni per Montelparo, arriviamo al “Murello”: così viene chiamato questo piccolo borgo che come una nave che punta dritta verso oriente, ha di fronte a se l’immenso panorama del Monte dell’Ascensione e dei Sibillini. Guarda inoltre verso Santa Vittoria in Matenano, il cui centro storico conserva l’antico tracciato medievale e le caratteristiche costruzioni in mattoni. Sicuramente da non perdere sulla vetta del Monte Matenano, il complesso del “Cappellone degli Innocenti” e il Santuario della Collegiata di Santa Vittoria.

Raggiungiamo Montefalcone Appennino, la nostra prossima tappa, seguendo la SP42 e la SP49. Da sempre i fossili hanno attirato l’interesse di molti, salire fino a Montefalcone a raccogliere “conchiglie” è stato, e lo è tuttora, un hobby praticato da molti. Nel 1996 nasce il Museo Comunale dei Fossili e dei Minerali presso Palazzo Felici, che conserva fossili locali e minerali da tutto il mondo. Espone una ricca collezione di arte e natura e, nel giardino pertinente, si può visitare una serra con 400 piante grasse.

A pochi minuti, sulla SP50, arriviamo a Smerillo, un piccolo borgo dalla mille proposte: nel 1987 è stato istituito il Centro di Educazione Ambientale “Bosco di Smerillo” che organizza moltissime attività legate all’astronomia, alla natura ed anche allo sport. Si pratica infatti l’orienteering: un’attività che prevede la scelta di obiettivi da raggiungere attraverso l’uso di carte topografiche con segni convenzionali; vince chi impiega il tempo minore, non è sempre il più veloce, ma chi è in grado di orientarsi.

Tornando verso la SP239 arriviamo finalmente alla nostra meta: Amandola ed entriamo nel Parco dei Monti Sibillini. Ci troviamo a 500 m s.l.m. sul versante sud orientale dei Monti Sibillini, in una splendida posizione panoramica. Adagiato sulla sommità di tre colli, borgo ricco di storia e di natura trae il suo nome dalla pianta del mandorlo. Nella Casa del Parco, all’interno del Chiostro di San Francesco possiamo raccogliere tutte le informazioni necessarie all’accesso e alla visita, e non possiamo perdere l’occasione di acquistare gadgets, guide, mappe e pubblicazioni del Parco.

L’itinerario può essere percorribile in tre giorni.

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